Asolo come mai si chiama così?

La cittadina di Asolo come mai si chiama così?

Da dove deriva il nome della città di Asolo?


Asolo, “La città dai cento orizzonti” (Carducci) è uno tra i più suggestivi centri storici, cresciuta su insediamenti paleoveneti divenne centro romano di un certo prestigio, municipium fin dal 1° sec. a.c..

Nel nome c’è già tutta Asolo: dal latino asylum, rifugio, privilegiata residenza scelta da chi desidera lenire gli affanni, vivere in pace, creare.

Come accadde a Eleonora Duse, che qui si ritirò, lasciate le scene, a 51 anni, stanca e delusa.

 

La Storia

I sec. a.C., Asolo diventa municipio romano. Di origine paleoveneta, Acelum è centro romano di una certa importanza, dotato di acquedotto, teatro, terme, citato da Plinio il Vecchio.

591, un documento attesta l’esistenza di una diocesi asolana già in quest’epoca, confermata poi nell’827 da un altro in cui è citato un vescovo detto Asolensis.

969, la continuità della diocesi è interrotta con la sottomissione del castrum de Asilo alla giurisdizione del vescovo di Treviso.

1239, Ezzelino da Romano occupa con la forza i castelli sulle colline tra il Brenta e il Piave, compreso quello di Asolo. Con la fine del tiranno il borgo torna in possesso del vescovo di Treviso, poi nel 1260 diventa comune, tra 1283-1312 passa ai De Camino, poi agli Scaligeri di Verona, ai Carraresi di Padova e infine, nel 1338, alla Serenissima Repubblica di Venezia.

XV sec., Asolo è già una terra felice, ricca di opifici, perla della Marca Trevigiana. Tra 1489-1510 ospita la corte di Caterina Cornaro, regina in esilio di Cipro, Gerusalemme e Armenia.

1797, crolla la Repubblica di Venezia e Napoleone fa il suo ingresso anche in Asolo.

1808, la dominazione austriaca favorisce la riforma delle istituzioni civili e un ricco programma di opere pubbliche.

1866, Asolo entra a far parte del Regno d’Italia.

 

Una rara città di case che parlano

Racchiudere in poche righe il piacere di una visita ad Asolo, “rara città di case che parlano” (Manlio Brusatin) è impossibile. Si può partire dalla piazza centrale, oggi intitolata a Garibaldi, con l’antica fontana sovrastata dal leone di S. Marco.

La Cattedrale, ricostruita nel 1747, conserva nella facciata la struttura romanica. All’interno, opere notevoli tra cui spicca l’Assunta, capolavoro di Lorenzo Lotto (1506).

La Loggia della Ragione costituiva il centro della vita amministrativa; nella sala della Ragione si trovano gli stemmi dei podestà asolani; la facciata verso la piazza porta un affresco del Contarini.

Imboccata via Browning si incontrano palazzo Polo con le sue eleganti trifore, casa Tabacchi dove Browning scrisse i versi di Asolando, la fontanella Zen (1571) e villa Freya, dimora della famiglia Stark.
Entrando in centro da sud, da Porta Loreggia, e prendendo il Foresto vecchio, ci si imbatte in
casa Malipiero, che ospitò il musicista veneziano, e nella chiesa di S. Gottardo.

Salendo lungo la caratteristica via Bembo, si costeggiano le mura fortificate che salgono alla Rocca e si ritorna in piazza. Da qui si sale a piedi lungo via Regina Cornaro tra due ali di palazzi quattrocenteschi affrescati e dotati di portici. A sinistra c’è il castello della Regina, ora Teatro Duse, con la Torre Civica e la più piccola Reata.

Scendendo si lascia sulla sinistra via Sottocastello con l’omonima porta e si passa davanti a palazzo Beltramini, ora municipio.
Prima di ridiscendere lungo contrada Canova, merita uno sguardo via Belvedere dove fino al 1547 era ospitata la comunità israelitica.

In via Canova si ammirano casa Duse e, sotto porta S. Caterina, casa De Maria e la graziosa chiesetta di S. Caterina con affreschi del ‘300.
Più avanti a sinistra palazzo Pasquali, con la lapide a ricordo del soggiorno di Napoleone nel 1797 e, oltre villa de Mattia, la casa detta Longobarda. Sul colle detto “degli Armeni”, notevole il “fresco” di villa Contarini. Salendo per la stretta via S. Anna, si arriva in faccia all’omonima chiesa. Nel cimitero, le tombe di Eleonora Duse e Freya Stark.

Tornando dalla piazza centrale si sale ora per via Dante e, lasciata sulla destra l’elegante villa Scotti Pasini, si incontra l’ex monastero benedettino di San Pietro.

Infine, oltrepassata Porta Colmarion, 276 gradini conducono alla Rocca, fortezza medioevale (XIII sec.), sulla sommità del monte Ricco. Dagli spalti, splendida la vista sul paesaggio circostante.

Asolo come mai si chiama così?ultima modifica: 2011-05-02T16:14:00+00:00da turismo777
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